Un nuovo rapporto del WFP mostra un aumento del 20% in soli quattro anni del numero di bambini che ricevono pasti a scuola attraverso programmi nazionali; i governi guidano l’espansione globale, dando priorità al benessere dei minori
ROMA – Quasi 80 milioni di bambini in più ricevono oggi pasti scolastici attraverso programmi guidati dai governi rispetto al 2020, pari a un aumento del 20% che porta il totale mondiale ad almeno 466 milioni di bambini, secondo l’ultima edizione de Lo stato dell’alimentazione scolastica nel mondo, il rapporto biennale di punta pubblicato oggi dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).
I progressi si registrano soprattutto nei Paesi a basso reddito, che negli ultimi due anni hanno aumentato del 60% il numero di bambini che beneficiano dei pasti scolastici. L’Africa è in prima linea con 20 milioni di bambini in più serviti dai programmi nazionali, con progressi significativi in Kenya, Madagascar, Etiopia e Ruanda.
Questo raro successo nel campo dello sviluppo è guidato dai governi di tutto il mondo, sostenuti da prove solide che dimostrano come i programmi scolastici di alimentazione non solo migliorino il benessere dei bambini, ma abbiano anche effetti positivi sugli agricoltori locali, sull’occupazione, sull’adozione di diete sostenibili e sulla riduzione delle emissioni di carbonio.
“Il pasto a scuola è molto più di un piatto nutriente, per quanto essenziale. Per i bambini vulnerabili che lo ricevono, rappresenta una via d’uscita dalla povertà e un’opportunità di apprendere e crescere,” ha dichiarato Cindy McCain, Direttrice Esecutiva del WFP. “I governi di tutto il mondo, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, dimostrano vera leadership scegliendo di investire nei programmi di refezione scolastica. Sono tra gli investimenti più intelligenti ed efficaci che una nazione possa fare per migliorare la salute, l’istruzione e la prosperità economica delle future generazioni. WFP è grato per le partnership trasformative create attraverso la School Meals Coalition e incoraggia ancora più governi ad aderire a questo movimento globale.”
Gli investimenti raddoppiano in quattro anni
Il rapporto rileva che i finanziamenti globali per i pasti scolastici sono più che raddoppiati, passando da 43 miliardi di dollari nel 2020 a 84 miliardi di dollari nel 2024, con il 99% delle risorse provenienti ormai da bilanci nazionali. Ciò segna un cambiamento importante: i pasti scolastici non sono più considerati un programma di aiuto esterno, ma una politica pubblica in grado di stimolare lo sviluppo nazionale. Tuttavia, i finanziamenti nazionali restano più limitati nei Paesi a basso reddito, dove i bisogni sono maggiori.
La crescita più rapida si osserva nei Paesi membri della School Meals Coalition, una rete globale guidata da oltre 100 governi, sei organismi regionali e oltre 140 partner, con segretariato ospitato dal WFP. Due bambini su tre che hanno beneficiato recentemente di pasti scolastici vivono in Paesi membri della Coalizione. Il rapporto sottolinea come questa iniziativa sia celebrata come un modello di multilateralismo moderno: dal 2020, infatti, il numero di Paesi dotati di politiche nazionali per i pasti scolastici è quasi raddoppiato, passando da 56 a 107.
“I governi mostrano vera leadership attraverso la School Meals Coalition, presieduta da Brasile, Finlandia e Francia e ospitata dal WFP, investendo nei propri bambini e nelle comunità,” ha dichiarato Carmen Burbano, Direttrice dei programmi di refezione scolastica e protezione sociale del WFP e Direttrice del Segretariato della Coalizione. “Il forte aumento dei programmi scolastici finanziati a livello nazionale è la prova di ciò che è possibile, anche in tempi difficili. Ma nei Paesi a basso reddito, dove i bisogni sono più gravi, i progressi rimangono a rischio poiché gli aiuti globali diminuiscono e le risorse interne non bastano.”
Il rapporto esce a una settimana dal secondo Vertice Globale della School Meals Coalition, che si terrà in Brasile il 18 e 19 settembre, dove i leader si riuniranno per fare il punto sui progressi e mobilitare nuove azioni.
I pasti scolastici contro la “crisi dell’apprendimento”
Per la prima volta, il rapporto presenta nuove prove che mostrano come i pasti scolastici possano contribuire a contrastare l’attuale “crisi dell’apprendimento”, migliorando capacità cognitive e risultati in matematica e alfabetizzazione. Finora le prove principali riguardavano l’aumento delle iscrizioni e della frequenza scolastica, ma la nuova ricerca dimostra che i pasti scolastici sono anche un modo altamente efficace per migliorare la qualità dell’istruzione, spesso con risultati migliori rispetto a interventi tradizionali come la formazione degli insegnanti o l’introduzione di tecnologie didattiche.
Progressi per persone e pianeta
Oltre all’istruzione, il rapporto evidenzia l’ampio impatto intersettoriale dei programmi di refezione scolastica:
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Sono la più grande rete di protezione sociale al mondo, aiutando i Paesi ad affrontare crisi climatiche, pandemie e conflitti, raggiungendo i bambini più vulnerabili.
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Rappresentano un investimento ad alto impatto e costo-efficace: ogni dollaro investito genera tra 7 e 35 dollari di benefici economici.
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Sono un potente motore di creazione di posti di lavoro locali. Servire pasti a 466 milioni di bambini genera circa 7,4 milioni di posti di lavoro come cuochi, oltre ad altre opportunità lungo la filiera agricola e logistica.
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I modelli sostenibili, come i programmi basati su alimenti locali, promuovono diete sane ed ecologiche e rafforzano i sistemi alimentari nazionali.
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Le bambine traggono benefici maggiori in termini di salute e istruzione. Inoltre, le donne hanno opportunità di empowerment economico attraverso ruoli nella catena di approvvigionamento e come cuoche nelle scuole.