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Siria: L’inviato ONU Geir Pedersen chiede maggiori aiuti durante la visita a Damasco

L’inviato dell’ONU chiede maggiori aiuti per la Siria durante la visita a Damasco

16 Dicembre 2024

È necessario aumentare gli aiuti umanitari in Siria in mezzo a “immensi” cambiamenti che offrono speranza a una nazione che sta emergendo da una guerra che dura da 13 anni, ha dichiarato il principale inviato delle Nazioni Unite per il Paese dopo il suo arrivo nella capitale, Damasco, domenica.
L’inviato speciale del Segretario generale per la Siria, Geir Pedersen, è arrivato sul posto una settimana dopo che il presidente Bashar al-Assad è stato rovesciato dalle forze ribelli guidate dal gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTC).
Rispondendo alle domande della stampa al suo arrivo, Pedersen ha sottolineato l’“immenso” cambiamento avvenuto dopo la caduta del regime di Assad.
“Questo cambiamento crea di per sé grandi speranze, ma sappiamo tutti che ci sono ancora molte sfide da affrontare. Dobbiamo quindi fare le cose per bene fin dall’inizio”, ha detto.
Ha ritenuto necessario avviare un processo politico che includa tutti i siriani e che “ovviamente deve essere guidato dai siriani stessi”.
Servizi, ordine pubblico e sicurezza
La seconda sfida è garantire l’operatività delle istituzioni statali, ha detto, e la fornitura di servizi, l’ordine pubblico e la sicurezza sono “estremamente importanti”.
Per quanto riguarda la crisi umanitaria, ha affermato che è necessario garantire che la Siria riceva “un’immediata maggiore assistenza umanitaria” per la popolazione e per tutti i rifugiati che vogliono tornare.
“Questo è estremamente importante”, ha sottolineato.
Porre fine all’impunità e rilanciare l’economia
Per quanto riguarda la questione della ripresa economica, ha detto che “dobbiamo assicurarci che sia risolta rapidamente”.
“Speriamo di vedere una rapida fine delle sanzioni, in modo da poter davvero vedere una mobilitazione intorno alla ricostruzione della Siria”.
Ha inoltre ritenuto necessario che sia fatta giustizia. Ha detto che i responsabili dei crimini commessi in tutto il Paese devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni.
“Dobbiamo assicurarci che ciò avvenga attraverso un sistema giudiziario credibile e che non si verifichino vendette”, ha affermato Pedersen.

 

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