Il Segretario generale è seriamente preoccupato per il fatto che i recenti attacchi dei droni a Port Sudan, il principale punto di ingresso degli aiuti umanitari in Sudan, minacciano di aumentare le esigenze umanitarie e di complicare ulteriormente le operazioni di aiuto nel Paese
Il Segretario generale avverte che questa grave escalation potrebbe portare a vittime civili su larga scala e a un’ulteriore distruzione di infrastrutture critiche.
Il Segretario generale è allarmato per l’espansione del conflitto in un’area che è servita come luogo di rifugio per un gran numero di persone sfollate dalla capitale, Khartoum, e da altre zone.
Da gennaio, l’aumento degli attacchi alle centrali elettriche e ad altre infrastrutture critiche in tutto il Paese ha interrotto l’accesso dei civili all’elettricità, all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile e al cibo.
Il Segretario generale ribadisce che tutte le parti in conflitto devono rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario. Esse non devono dirigere attacchi contro civili e oggetti civili; devono prendere tutte le precauzioni possibili per evitare, e in ogni caso ridurre al minimo, le vittime civili accidentali; e devono consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli dei soccorsi umanitari per i civili che ne hanno bisogno.
È preoccupato per la mancanza di volontà politica delle parti di tornare al tavolo dei negoziati, preferendo invece continuare a perseguire i loro obiettivi militari.