Risparmiare i civili nell’escalation del conflitto in Darfur e Kordofan
Dichiarazione del Coordinatore Umanitario ONU in Sudan, Clementine Nkweta-Salami
05 Febbraio 2025
Port Sudan – The intensifying shelling, air and drone strikes against civilians in the Darfur and Kordofan regions and other conflict-affected areas in Sudan is relentless.
Reports of continued indiscriminate attacks on homes, markets and displacement camps are deeply alarming. This is not warfare – this is a ruthless assault on human life.
The use of starvation as a weapon of war against innocent people in Al Fasher, North Darfur, is appalling.
The laws of war are clear – all sides to the conflict have a legal and moral obligation to protect civilians and civilian infrastructure.
The world cannot look away as civilians are caught in the crossfire, bearing the brunt of a war that continues to disregard the most fundamental rules of armed conflict and international humanitarian law.
I once again call on all sides to the conflict to respect international humanitarian law, stop targeting civilians and civilian infrastructure, and allow immediate, unimpeded humanitarian access to those in need.
This war must not continue to be fought at the expense of the lives of innocent Sudanese children, women and men.
BACKGROUND
In una dichiarazione, il Coordinatore umanitario in Sudan, Clementine Nkweta-Salami, ha condannato l’incessante e intenso bombardamento e gli attacchi aerei e con i droni contro i civili in Darfur, Kordofan e altre aree colpite dal conflitto. Ha affermato che questa non è una guerra, ma uno “spietato assalto alla vita umana”.
Nkweta-Salami ha chiesto ancora una volta a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto umanitario internazionale. Inoltre, ha chiesto di smettere di colpire i civili e le infrastrutture civili e di consentire l’accesso umanitario immediato e senza ostacoli a chi ne ha bisogno.
Mentre le ostilità continuano in tutto il Sudan, i civili devono affrontare anche la minaccia dei residuati bellici esplosivi. La settimana scorsa, secondo un partner umanitario locale, due bambini sono stati uccisi da ordigni inesplosi a Gereida, nello Stato del Darfur meridionale. L’uso estensivo di armi esplosive dall’inizio del conflitto nell’aprile 2023 ha provocato una contaminazione diffusa, con rischi a lungo termine per la popolazione.
Quest’anno, più di 13 milioni di civili in Sudan hanno bisogno di sostegno per affrontare le minacce dei rischi esplosivi. Tuttavia, i finanziamenti per gli sforzi di risposta rimangono limitati.
OCHA sottolinea che, in base al diritto umanitario internazionale, le parti in conflitto hanno il chiaro obbligo di astenersi dal dirigere attacchi contro civili e oggetti civili, comprese le infrastrutture vitali. Devono inoltre prestare costante attenzione a risparmiarli, sia che stiano effettuando attacchi sia che si stiano difendendo da essi.
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