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UN Women: la popolazione sfollata di Gaza torna a casa

Il lungo cammino verso casa: la popolazione sfollata di Gaza torna a casa

13 Febbraio 2025

“Sto camminando da due ore”, ha dichiarato Hanin Hamaduna, giornalista gazanese e madre di un ragazzo di 14 anni, mentre intraprende un lungo viaggio di ritorno verso il nord di Gaza, dopo essere stata sfollata a causa della guerra. Il suo è un viaggio che ha a che fare con la speranza e la resilienza, oltre che con lo strazio.
Sta camminando verso casa – verso ciò che ne rimane. Dopo aver sopportato una guerra devastante durata 15 mesi, cammina nell’incertezza, senza conoscere il destino della sua casa o l’entità della sua distruzione.
Hamaduna ha iniziato il suo viaggio la mattina presto, alle 6.30, unendosi a migliaia di sfollati che tornavano nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, portando sulle spalle il peso della guerra.
Dagli attacchi di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e dalla successiva devastante guerra a Gaza, Hamaduna e la sua famiglia sono stati sfollati più di 10 volte all’interno di Gaza. La sua voce, stanca ma sfiduciata, porta l’eco di migliaia di altre persone mentre cammina: “Siamo partiti da Rashid Street, camminando per circa 7 chilometri. La strada è piena di volti stanchi, ma sorridenti”. Aggiunge: “Le persone non riescono a credere che stanno tornando indietro. Anche se le nostre case non ci sono più, la cosa più importante è tornare nella nostra patria”.
Il 90% della popolazione di Gaza è stata sfollata
La casa è più di una struttura, è la famiglia, i vicini, l’identità, il senso di appartenenza.
Prima della guerra, Hamaduna chiamava casa sua il quartiere di Nasr, nel centro di Gaza City. Ma il 14 ottobre 2023, il suo mondo è cambiato per sempre quando è stata costretta a fuggire con la sua famiglia.
“È stata una scena straziante: camminavamo in mezzo alla folla, senza sapere dove stavamo andando o cosa ci aspettava”, ha ricordato.
Come Hamaduna, secondo l’OCHA, il 90% della popolazione di Gaza – quasi 2 milioni di persone – è stata sfollata, abbandonando le proprie case e le proprie vite per un futuro incerto. Migliaia di vite sono andate perdute.
Gli sfollati di Gaza vogliono tornare a casa, a Gaza
Hamaduna è sopravvissuta a due attacchi durante il suo sfollamento, riuscendo a salvarsi solo con la vita.
Il primo attacco è avvenuto mentre si dirigeva dal sud al nord; l’esercito israeliano ha bombardato un autobus mentre lei e altri stavano camminando. Il secondo è avvenuto mentre lavorava all’ospedale Al-Shuhada Al-Aqsa, dove un attacco aereo ha preso di mira la tenda dei giornalisti.
“Quando ho lasciato Gaza, mi sono lasciata alle spalle tutto: la mia casa, il mio lavoro, il mio mondo intero”, ha detto.
Oggi Hamaduna torna in ciò che resta del quartiere Nasr, ormai ridotto in macerie. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, è una delle 650.000 persone sfollate che compiono questo viaggio. Dall’inizio della guerra, oltre 1,93 milioni di persone sui 2,3 milioni di abitanti di Gaza sono state sfollate, ognuna delle quali porta con sé la propria storia di perdita e resilienza.
Vogliono tornare a casa, a Gaza.
Le donne di Gaza e l’impatto della guerra
Hamaduna incarna anche la storia di migliaia di donne che vivono sotto il peso schiacciante della guerra. Secondo le statistiche di UN Women del 2024, quasi 1 milione di donne e ragazze sono state sfollate. Eppure, anche di fronte a tanta devastazione, portano con sé un fragile barlume di speranza.
“Le case possono essere scomparse, ma le strade, la terra e i ricordi rimangono”, ha spiegato Hamaduna. “È importante per noi tornare, per ricominciare”.
Hamaduna controlla l’ora. “Mancano ancora due ore”, dice. La sua voce è stanca ma determinata. Altre due ore di cammino, per scoprire cosa resta della vita che conosceva un tempo.
“Speriamo di farcela”, dice.

 

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