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UNHCR: Filippo Grandi chiede un’azione globale a sostegno dei siriani

Filippo Grandi (UNHCR) chiede un’azione globale per sostenere i siriani che tornano a casa
28 Gennaio 2025
Al termine di una visita in Siria, lunedì scorso, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha lanciato un appello alla comunità internazionale per un’azione coraggiosa e decisiva che aiuti i siriani a ricostruire il loro Paese devastato dalla guerra e sostenga gli sfollati nel loro ritorno a casa.
Da settembre, più di 500.000 rifugiati sono tornati in Siria, di cui 200.000 dopo la caduta del regime di Assad. Inoltre, quasi 600.000 persone sfollate all’interno della Siria hanno fatto ritorno alle loro case. Tuttavia, 7,4 milioni di siriani sono ancora sradicati all’interno del Paese e ci sono più di 6 milioni di rifugiati siriani in tutto il mondo.
Nonostante i grandi cambiamenti politici avvenuti in Siria nelle ultime settimane, la crisi umanitaria persiste.
“Dobbiamo cogliere questa finestra critica di opportunità per aiutare il Paese a uscire da anni di crisi e spargimento di sangue”, ha dichiarato Grandi. “Molte famiglie stanno compiendo il coraggioso passo di tornare a casa, desiderose di un futuro migliore, ma devono affrontare difficoltà enormi: case distrutte e danneggiate, infrastrutture distrutte e povertà diffusa”.
A Damasco, Grandi ha avuto colloqui ad alto livello con le autorità provvisorie, tra cui il leader del Paese, Ahmed Al-Sharaa, incentrati sul modo migliore per sostenere i siriani che tornano a casa.
Grandi ha invitato i donatori a sostenere gli sforzi per soddisfare gli immensi bisogni umanitari immediati e per garantire la ripresa a lungo termine del Paese. Salvaguardare i diritti e la sicurezza di tutti i siriani è essenziale anche per creare condizioni favorevoli al ritorno delle persone.
Durante la visita, Grandi ha incontrato i rimpatriati ai principali valichi di frontiera, come Masnaa e Bab Al-Hawa.Ad Aleppo, Grandi ha parlato con le famiglie che hanno descritto la dura realtà che hanno affrontato al loro ritorno e il loro bisogno di un sostegno urgente per potersi riunire alle loro famiglie e iniziare a ricostruire le loro vite.
“Per rendere i rientri sostenibili, sicuri e dignitosi, e per prevenire ulteriori sfollamenti a lungo termine, abbiamo bisogno di un approccio globale”, ha aggiunto. “Questo significa investire in posti di lavoro, ripristinare l’assistenza sanitaria, ricostruire le scuole e ristabilire servizi essenziali come l’elettricità e l’acqua potabile.Inoltre, la revoca delle sanzioni fungerà da catalizzatore vitale per la ripresa, aprendo la strada a un maggior numero di siriani che potranno tornare a casa”.
Il 27% dei rifugiati siriani recentemente intervistati in Libano, Egitto, Giordania e Iraq ha dichiarato all’UNHCR di avere intenzione di tornare in Siria nei prossimi 12 mesi, rispetto a meno del 2% prima della caduta del regime di Assad solo poche settimane fa.
L’UNHCR e i suoi partner stanno aumentando gli aiuti umanitari per soddisfare le enormi necessità dei rimpatriati. Ciò include il sostegno alle persone che rientrano volontariamente dai Paesi vicini con trasporto e assistenza legale, nonché l’aiuto per riparare le loro case danneggiate, fornendo assistenza in denaro e articoli di soccorso come materassi, coperte e abbigliamento invernale.
“Questo è un momento cruciale”, ha dichiarato Grandi. “Il mondo deve agire ora per sostenere la ripresa della Siria. La cooperazione tra i Paesi vicini, i donatori e le autorità siriane è essenziale per portare la tanto necessaria pace e stabilità in Siria e nell’intera regione”.

 

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