Le operazioni dell’UNHCR hanno risposto all’intensificarsi delle emergenze nel 2024
L’anno scorso l’Agenzia ONU per i Rifugiati ha prestato assistenza in 43 emergenze a livello globale; un terzo delle nuove dichiarazioni era legato al clima.
27 Gennaio 2025
GINEVRA – Nuove guerre, conflitti irrisolti e un’impennata di disastri legati al clima hanno provocato lo scorso anno livelli spaventosi di morte, distruzione e sfollamento, costringendo le operazioni globali dell’UNHCR a rispondere all’intensificarsi dei bisogni umanitari.
Secondo il Rapporto d’impatto 2024: Response to new emergencies and protracted crises (Risposta alle nuove emergenze e alle crisi prolungate) pubblicato oggi, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha dichiarato 26 nuove emergenze lo scorso anno, sette delle quali al livello più grave. Complessivamente, l’UNHCR ha risposto o gestito 43 emergenze, tra cui 17 che sono continuate dal 2023.
“Purtroppo il numero di crisi a livello globale rimane estremamente elevato, ma l’UNHCR si sta dispiegando rapidamente dove c’è più bisogno di noi, via terra, aria e mare”, ha dichiarato Ayaki Ito, direttore della Divisione Emergenze, Sicurezza e Rifornimenti dell’UNHCR. “L’integrazione di una migliore tecnologia nei nostri sistemi sta portando nuove efficienze. Il potenziamento dei sistemi di allerta precoce e l’analisi dei dati hanno migliorato il modo in cui forniamo gli aiuti e ci preparano meglio ad affrontare le nuove emergenze”.
Per il secondo anno consecutivo, l’UNHCR ha esteso la risposta all’emergenza alla brutale guerra in Sudan e al suo impatto regionale, riflettendo la persistenza e l’entità dei bisogni. Un’altra dichiarazione di emergenza è stata quella di proteggere e fornire aiuti salvavita ai rifugiati e agli sfollati in Libano e Siria.
Gli eventi meteorologici estremi, in particolare le forti piogge e le gravi inondazioni, hanno costretto l’UNHCR a emettere un record di nove dichiarazioni di emergenza legate al clima in un solo anno – circa 1 su 3 di quelle dichiarate nel 2024 – per soccorrere gli sfollati e le comunità ospitanti in Africa, Asia e America Latina. I disastri legati al clima hanno colpito le aree che già ospitavano rifugiati e sfollati a causa della guerra, aggravando le epidemie e distruggendo i mezzi di sussistenza e le infrastrutture critiche.
Nel corso del 2024, l’UNHCR ha rafforzato gli sforzi in tutta l’Africa per garantire l’inclusione delle popolazioni sfollate con la forza in risposta all’epidemia di vaiolo e ha incrementato le operazioni per affrontare le crisi in corso e intensificate nella Repubblica Democratica del Congo, in Myanmar, in Ucraina e nel Darien.
“Le nostre squadre sono presenti in 130 Paesi e altre sono pronte a intervenire”, ha aggiunto Ito. Lavorano 24 ore su 24 per alleviare le sofferenze con assistenza salvavita, coordinandosi con i partner e i rifugiati per trovare soluzioni”. Ma i finanziamenti non tengono il passo con le crescenti esigenze. Un sostegno flessibile e tempestivo da parte dei donatori è fondamentale per permetterci di agire immediatamente, ovunque sia necessario”.
Lo scorso anno l’UNHCR ha inviato 5,1 milioni di articoli di soccorso per un valore di 45,8 milioni di dollari da sette scorte globali per assistere circa 6 milioni di persone. Questo si aggiunge alle forniture di emergenza preposizionate e distribuite dai magazzini regionali e locali. L’UNHCR ha addestrato 240 membri del personale e partner di riserva per la risposta alle emergenze, pronti a intervenire entro 72 ore; 132 sono stati dispiegati lo scorso anno per contribuire con le loro competenze, dalla prevenzione della violenza di genere alla gestione dei siti, alla salute, ai dati e alla logistica. Quasi 9 milioni di sfollati hanno avuto accesso alle informazioni contenute nei siti web dell’UNHCR.
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