Cosa significano i recenti eventi in Siria per i rifugiati siriani?
12 Dicembre 2024
Dopo 14 anni di conflitto, i recenti sviluppi in Siria fanno sperare che la più grande crisi di sfollamento forzato del mondo possa finalmente essere risolta, ma il futuro rimane incerto
Negli ultimi 14 anni di conflitto e crisi, centinaia di migliaia di siriani sono stati uccisi o feriti e più di 13 milioni sono stati costretti ad abbandonare le loro case – la metà della popolazione prebellica. Oltre 7 milioni di siriani sono sfollati all’interno del Paese, mentre più di 6 milioni vivono come rifugiati, principalmente nei Paesi vicini, tra cui la Turchia, il Libano e la Giordania, ma anche in Europa e in altri Paesi del mondo.
Molti rifugiati si stanno chiedendo cosa significheranno per loro gli eventi degli ultimi giorni. Anche se la situazione è ancora in rapida evoluzione e rimangono molti interrogativi, ecco cosa sappiamo.
1 milione di nuovi sfollati
Dall’inizio dell’offensiva, il 27 novembre, circa 1 milione di persone sono state sfollate da aree che comprendono i governatorati di Aleppo, Hama, Homs e Idlib. Per più di una persona su cinque si è trattato di almeno il secondo sfollamento.
Inoltre, tra la fine di settembre e la fine di novembre, la Siria ha accolto più di mezzo milione di persone in fuga dagli attacchi aerei israeliani nel vicino Libano. Circa il 60% erano siriani di ritorno, mentre il resto erano libanesi. Da quando il 27 novembre è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Libano, circa 40.000 rifugiati libanesi sono tornati nel loro Paese.
Migliaia di persone tornano, altre fuggono
Le cifre non sono ancora disponibili, ma secondo quanto riferito migliaia di rifugiati siriani hanno iniziato a rientrare nel Paese dal Libano attraverso il punto di frontiera ufficiale di Masnaa e altri valichi di frontiera non ufficiali. Allo stesso tempo, alcuni siriani sono fuggiti in direzione opposta, verso il Libano.
Anche dalla Turchia, attraverso i valichi di frontiera di Bab al-Hawa e Bab al-Salam, i rifugiati stanno tornando nel nord-ovest della Siria.
La maggior parte dei rifugiati sceglie di aspettare e vedere
Altri milioni di rifugiati siriani stanno ancora cercando di capire cosa significhino per loro e per le loro famiglie i drammatici eventi delle ultime due settimane. Stanno seguendo da vicino gli sviluppi per valutare se la transizione di potere sarà pacifica e rispettosa dei loro diritti e consentirà un ritorno sicuro.
“La Siria ha un’opportunità straordinaria di avvicinarsi alla pace e di far tornare a casa la sua popolazione”, ha dichiarato lunedì Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Ma con la situazione ancora incerta, milioni di rifugiati stanno valutando attentamente quanto sia sicuro farlo”.
Grandi ha aggiunto che i rifugiati devono essere in grado di prendere decisioni informate e che gli sviluppi devono evolvere in modo pacifico affinché “si verifichino finalmente rimpatri volontari, sicuri e sostenibili”. L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è pronta a sostenere i rifugiati che ritornano in Siria, se le condizioni lo permettono, ma data l’attuale incertezza, i rifugiati continueranno ad avere bisogno di protezione nei Paesi ospitanti e di tempo per prendere decisioni informate sull’opportunità di tornare a casa senza indebite pressioni.
Anche i governi valutano gli sviluppi
In risposta alla rapida evoluzione della situazione in Siria, diversi governi europei hanno sospeso le decisioni sulle domande di asilo dei siriani in attesa di chiarimenti sulle condizioni di sicurezza e dei diritti umani nel Paese.
L’UNHCR chiede a tutti gli Stati di garantire che i siriani bisognosi di protezione internazionale possano ancora cercare sicurezza e asilo.
Dovrebbero continuare a godere degli stessi diritti degli altri richiedenti asilo, in attesa che il processo decisionale sulle loro domande riprenda.
Una volta che le condizioni in Siria saranno più chiare, l’UNHCR fornirà anche una guida dettagliata sulle esigenze di protezione internazionale dei siriani, che aiuterà gli Stati nell’elaborazione delle domande.
Crisi umanitaria
Dopo oltre un decennio di esilio, molti rifugiati non hanno più una casa o un lavoro a cui tornare in Siria. Anni di conflitto hanno devastato l’economia e le infrastrutture del Paese, lasciando che il 90% della popolazione faccia affidamento su qualche forma di aiuto umanitario.
Indipendentemente da come si evolverà la situazione, milioni di siriani avranno bisogno di aiuto per trovare riparo, cibo e acqua per superare l’inverno prossimo e quello successivo.
L’UNHCR e i suoi partner sono sul campo in Siria e forniscono assistenza ovunque la situazione di sicurezza lo consenta.
È necessario un maggiore sostegno
Negli ultimi anni, la diminuzione del sostegno dei donatori ha spinto milioni di rifugiati siriani in condizioni di estrema povertà e ha messo a dura prova i Paesi e le comunità che li ospitano. Inoltre, ha aumentato la pressione sui rifugiati affinché tornino a casa prima di essere pronti a farlo in sicurezza.
Filippo Grandi ha chiesto “pazienza e vigilanza” durante la transizione e ha esortato i donatori a fornire il sostegno necessario ai Paesi che li ospitano per mantenere la loro solidarietà e generosità.
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