UNICEF – Almeno 40 bambini uccisi in tre giorni in tutto il Sudan
05 Febbraio 2025
Dichiarazione della Rappresentante UNICEF a.i. in Sudan Annmarie Swai
“Lunedì 3 febbraio, un bombardamento a Kadugli, nello Stato del Kordofan meridionale, ha ucciso 21 bambini e ne ha mutilati 29. Secondo quanto riferito, almeno 11 bambini sono stati uccisi in un bombardamento su un mercato del bestiame a El Fasher, nello Stato del Darfur, e secondo quanto riferito altri otto bambini sono stati uccisi e sei feriti in un bombardamento sul mercato di Sabreen, nello Stato di Khartoum, sabato 2 febbraio.
“Almeno quaranta bambini sarebbero stati uccisi in soli tre giorni, in tre aree diverse del Paese. Questo è un chiaro esempio delle devastanti – e crescenti – minacce ai bambini in Sudan.
“Purtroppo, è raro che passino più di pochi giorni senza che vengano riportate nuove notizie di bambini uccisi o feriti.
“Tra giugno e dicembre 2024, con l’estendersi del conflitto in nuove aree, sono stati segnalati più di 900 episodi di gravi violazioni contro i bambini – una media di più di quattro al giorno. Uno sconcertante 80 per cento di questi sono stati uccisioni e mutilazioni, principalmente negli Stati del Darfur, di Khartoum e di Al Jazirah.
“Dall’inizio dell’anno, i combattimenti non hanno mostrato segni di diminuzione. Nell’ultima settimana di gennaio, secondo quanto riportato, sette bambini sono stati uccisi e feriti in un attacco all’unico ospedale funzionante nella città di El Fasher, nello Stato del Darfur. Altri tre bambini sono stati uccisi o feriti quando una granata ha colpito uno spazio a misura di bambino dell’UNICEF nello Stato di Khartoum.
“I bambini in Sudan stanno pagando il prezzo più alto degli incessanti combattimenti e continuiamo a chiedere a tutte le parti in conflitto di attenersi agli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale e di rispettare e garantire il rispetto, la protezione e l’adempimento dei diritti di tutti i bambini in Sudan”.
“Mentre il conflitto persiste, le vite e il futuro dei bambini sono in bilico e per il loro bene, la violenza deve finire immediatamente”.
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