Dichiarazione attribuibile a Jorge Moreira da Silva, Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo dell’UNOPS
Dopo oltre 11 settimane di blocco totale, le autorità israeliane hanno concesso alle Nazioni Unite e ai partner una breve finestra per riprendere la consegna degli aiuti a Gaza.
Si tratta di una goccia nel mare di ciò che è urgentemente necessario.
L’UNOPS sta lavorando con le nostre agenzie sorelle a Gaza per fornire carburante alle panetterie che stanno ripartendo con la piccola quantità di farina di grano in arrivo. Alimenta i generatori degli ospedali. Muove le ambulanze.
Per fare questo, il nostro team gestisce convogli nelle aree distrutte e nelle zone di evacuazione. Operando con grande rischio per accedere ai nostri serbatoi di carburante.
Come ha detto oggi il Segretario generale, le Nazioni Unite sono pronte a intensificare le operazioni di salvataggio a Gaza e a rispondere ai bisogni delle persone, ovunque esse si trovino.
Abbiamo presentato il nostro piano per farlo.
Un piano che affonda le sue radici nei principi umanitari non negoziabili e che si basa su responsabilità, trasparenza e fiducia.
Il Meccanismo ONU 2720 – che l’UNOPS gestisce – serve a velocizzare, snellire e accelerare la consegna degli aiuti a Gaza.
È riconosciuto dalle principali parti interessate e dalla più ampia comunità internazionale.
Dall’inizio della sua attuazione, quasi un anno fa, questo meccanismo ha ridotto la burocrazia e la frammentazione e ha migliorato l’efficienza, la trasparenza e la prevedibilità. Il problema non è mai stato di natura logistica, ma piuttosto di volontà politica e di sicurezza.
E proprio quando queste condizioni di sicurezza sono migliorate, il Meccanismo ha lavorato efficacemente durante la prima fase del cessate il fuoco. Ha lavorato efficacemente per alleviare temporaneamente le sofferenze della popolazione portando aiuti a chi ne aveva bisogno.
Non possiamo condizionare gli aiuti a obiettivi politici e militari.
Non possiamo trasformare la fame in merce di scambio.
Quindi, facciamo in modo che le cose funzionino sulla base della trasparenza e della responsabilità.
Piuttosto che soluzioni che rischiano di minare l’autorità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di frammentare la risposta.
Noi e i nostri partner umanitari abbiamo l’esperienza, i meccanismi di distribuzione e i sistemi di monitoraggio per fornire aiuti su larga scala a Gaza.
Abbiamo solo bisogno della volontà politica e della fiducia perché funzioni.
Facciamo ciò per cui siamo qui: garantire aiuti umanitari rapidi, senza ostacoli e sicuri a tutti i civili che ne hanno bisogno.