Annalena Baerbock, ex ministra degli Esteri della Germania, è stata eletta lunedì Presidente della 80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La sua nomina arriva nel turno del gruppo regionale che comprende l’Europa occidentale alla guida dell’organo più rappresentativo dell’ONU
Assumerà l’incarico in un momento difficile, caratterizzato da conflitti in corso, obiettivi di sviluppo in stallo, pressioni finanziarie crescenti e dalla prossima selezione del nuovo Segretario generale.
La signora Baerbock ha ricevuto 167 voti a scrutinio segreto. La candidata scritta a mano Helga Schmid (anch’essa tedesca) ha ricevuto sette voti. Quattordici delegazioni si sono astenute.
Diventa così la prima donna del gruppo Europa occidentale a ricoprire l’incarico e la quinta donna in assoluto a guidare l’Assemblea Generale. La presidenza ruota tra i cinque gruppi regionali delle Nazioni Unite.
A 44 anni, Baerbock è anche una delle più giovani leader a ottenere questo ruolo.
Un momento cruciale
La sua elezione avviene in una fase critica per il sistema multilaterale guidato dalle Nazioni Unite.
Con il Consiglio di Sicurezza spesso bloccato – soprattutto in merito agli sforzi per porre fine ai conflitti in Ucraina e Gaza – l’Assemblea è diventata un foro essenziale per il dialogo diplomatico e la costruzione del consenso, pur senza autorità vincolante in materia di pace e sicurezza.
Mentre i conflitti infuriano, l’Assemblea ha adottato una serie di risoluzioni per chiedere cessate il fuoco, accesso umanitario e protezione dei civili.
Molti ora vedono nell’Assemblea uno spazio indispensabile per la responsabilità internazionale e il mantenimento dell’attenzione sulle crisi più difficili, grazie anche all’“Iniziativa sul veto” adottata nel 2022, che garantisce il dibattito in Assemblea delle questioni bloccate dai membri permanenti del Consiglio.
Il veto – potere esercitato da Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti – consente a ciascuno di questi cinque membri permanenti di bloccare le decisioni del Consiglio anche quando tutti gli altri Stati membri sono favorevoli.
Impegno a essere un’arbitra onesta
Nel suo discorso di accettazione, la presidente eletta Baerbock ha riconosciuto le sfide globali in corso e si è impegnata a svolgere il ruolo di “arbitra onesta e unificatrice” per tutti i 193 Stati membri, sottolineando il tema del suo mandato: “Meglio insieme”.
Ha delineato tre priorità per la sua presidenza: rendere l’ONU più efficiente ed efficace; promuovere l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile; e trasformare l’Assemblea in un foro realmente inclusivo.
Ha invocato un’ONU “che includa tutti. Vedo nella diversità dell’Assemblea Generale la nostra forza. Questo è il luogo dove tutte le nazioni si incontrano e dove ogni Paese ha un posto e una voce”.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di promuovere la parità di genere, il multilinguismo e il coinvolgimento della società civile e dei giovani.
Iniziativa ONU80
Baerbock ha anche fatto riferimento all’iniziativa “ONU80”, lanciata dal Segretario generale António Guterres nel marzo scorso.
“L’iniziativa ONU80 non deve essere un semplice esercizio di riduzione dei costi”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di ambizione e della volontà di prendere decisioni difficili.
“Il nostro obiettivo comune è un’organizzazione forte, agile, mirata e adatta allo scopo. Una che sia in grado di realizzare i suoi obiettivi fondamentali: abbiamo bisogno di un’ONU che garantisca pace, sviluppo e giustizia.”
Una carriera definita dal multilateralismo
Congratulandosi con Baerbock, il presidente uscente Philemon Yang l’ha descritta come una leader caratterizzata da “un impegno incrollabile per il multilateralismo”, lodandone la visione di “Meglio insieme”.
Yang, che ha guidato l’Assemblea in un anno segnato dal Vertice sul Futuro e da crisi globali persistenti, ha espresso fiducia nella sua capacità di costruire fiducia e promuovere il dialogo attraverso le divisioni.
Il Segretario generale Guterres ha dichiarato che Baerbock assume il martelletto della presidenza in un “momento difficile e incerto per il sistema multilaterale”, ricordando che è solo la quinta donna a guidare l’organo.
Il capo dell’ONU ha avvertito che “i conflitti, le catastrofi climatiche, la povertà e le disuguaglianze continuano a sfidare la famiglia umana” e ha invitato l’Assemblea a unirsi per trovare soluzioni comuni.
Il parlamento del mondo
L’Assemblea Generale resta l’organo più rappresentativo dell’ONU, dove ogni Stato membro ha una voce – e un voto – con lo stesso peso.
Pur avendo risoluzioni non vincolanti, l’Assemblea – o “GA”, come è nota a New York – definisce le norme diplomatiche globali, convoca il dialogo sui problemi mondiali e vigila sulle attività del Consiglio di Sicurezza.
La 80ª sessione, che inizierà il 9 settembre, si preannuncia cruciale – non solo per il numero e la gravità delle crisi in corso – ma anche per l’avanzamento delle riforme a lungo termine, tra cui l’iniziativa ONU80 e la selezione del prossimo Segretario generale prima della fine del mandato di Guterres nel 2026.