Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres si è unito al mondo intero nel cordoglio per la morte di Sua Santità Papa Francesco, deceduto lunedì nella Città del Vaticano all’età di 88 anni
Il pontefice – Jorge Mario Bergoglio, nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1936 – fu eletto nel marzo 2013, primo rappresentante delle Americhe a guidare la Chiesa cattolica nel mondo e una voce forte per la giustizia sociale a livello globale.
Guterres lo ha descritto come un messaggero di speranza, umiltà e umanità.
Eredità e ispirazione
“Papa Francesco è stato una voce trascendente per la pace, la dignità umana e la giustizia sociale. Lascia un’eredità di fede, servizio e compassione per tutti, specialmente per coloro che sono lasciati ai margini della vita o intrappolati dagli orrori dei conflitti”, ha detto. Guterres, aggiungendo che “è stato un uomo di fede per tutte le fedi – lavorando con persone di ogni credo e provenienza per illuminare un percorso di progresso”. Il Segretario Generale ha detto che l’ONU è stata molto ispirata dall’impegno del Papa verso gli obiettivi e gli ideali dell’organizzazione globale, un messaggio che ha trasmesso nei loro vari incontri.
Forte messaggio ambientale
Guterres ha ricordato che il Papa ha parlato dell’ideale dell’organizzazione di una “famiglia umana unita” durante la sua storica visita alla sede delle Nazioni Unite a New York nel 2015. “Papa Francesco ha anche capito che proteggere la nostra casa comune è, in fondo, una missione e una responsabilità profondamente morale che appartiene a ogni persona”, ha detto Guterres, notando che la sua seconda Enciclica – Laudato Si’ – è stata un importante contributo alla mobilitazione globale che ha portato allo storico Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “Papa Francesco ha detto una volta: “Il futuro dell’umanità non è esclusivamente nelle mani dei politici, dei grandi leader, delle grandi aziende… [è] soprattutto nelle mani di quelle persone che riconoscono l’altro come un ‘tu’ e se stessi come parte di un ‘noi’”, ha aggiunto.
Il Segretario generale ha concluso dicendo che “il nostro mondo diviso e discordante sarà un posto molto migliore se seguiremo il suo esempio di unità e comprensione reciproca nelle nostre azioni”.
Voce per il cambiamento
Durante la sua visita del settembre 2015 alle Nazioni Unite, Papa Francesco tenne un ampio discorso ai leader riuniti nell’Aula dell’Assemblea generale per adottare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Ha sollecitato un’azione globale per proteggere l’ambiente e porre fine alle sofferenze di “vaste schiere di esclusi”. Ha anche suggerito che le Nazioni Unite possono essere migliorate e possono “essere il pegno di un futuro sicuro e felice per le generazioni future”. “Il quadro giuridico internazionale delle Nazioni Unite e di tutte le sue attività, come ogni altra impresa umana, può essere migliorato, ma rimane necessario”, ha affermato. Cinque anni dopo, durante la riunione virtuale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a causa della pandemia COVID-19, il Papa ha detto che la crisi è anche un’opportunità per ripensare il nostro stile di vita – e i sistemi che stanno ampliando la disuguaglianza globale.
Le persone prevalgono sul profitto
Papa Francesco è stato un forte sostenitore delle Nazioni Unite, compreso il loro lavoro umanitario. Si è impegnato con le tre agenzie ONU con sede a Roma, FAO,WFP e IFAD. In un messaggio alla Conferenza della FAO del giugno 2021, ha espresso preoccupazione per l’aumento dell’insicurezza alimentare in seguito alla pandemia e ha chiesto di sviluppare una “economia circolare” che garantisca le risorse per tutte le persone e promuova l’uso di fonti di energia rinnovabili. “Se vogliamo riprenderci dalla crisi che ci sta devastando, dobbiamo sviluppare un’economia su misura per l’uomo, non motivata principalmente dal profitto ma ancorata al bene comune, eticamente rispettosa e gentile con l’ambiente”, ha affermato.
Porre fine al conflitto
Recentemente, il Papa ha appoggiato gli sforzi delle Nazioni Unite per porre fine agli attuali disordini in Sud Sudan, dove le crescenti tensioni politiche e la nuova mobilitazione dell’esercito e dei gruppi armati contrapposti in alcune regioni hanno fatto temere un ritorno alla guerra civile. Il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per il Sud Sudan, Nicholas Haysom, ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza, la settimana scorsa, che la Missione delle Nazioni Unite nel Paese, UNMISS, è impegnata in intensi sforzi diplomatici per mediare una soluzione pacifica insieme a molte parti interessate, tra cui l’Unione Africana, il blocco regionale IGAD, Papa Francesco e altri.
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