In occasione della Giornata Mondiale dell’Assistenza Umanitaria, António Guterres richiama l’attenzione sul ruolo vitale degli operatori umanitari, che salvano milioni di vite nonostante fondi in calo e attacchi crescenti. Invita governi e comunità internazionale a proteggerli, rafforzare la responsabilità e agire concretamente: un attacco agli operatori umanitari è un attacco all’umanità
“Gli operatori umanitari sono l’ultima ancora di salvezza per oltre 300 milioni di persone intrappolate in conflitti o disastri.
Eppure, i fondi per questa ancora di salvezza si stanno esaurendo. E coloro che forniscono assistenza umanitaria sono sempre più sotto attacco.
Lo scorso anno, almeno 398 operatori, un numero record, sono stati uccisi in tutto il mondo. Da Gaza al Sudan, al Myanmar e oltre.
Il diritto internazionale è chiaro. Gli operatori umanitari devono essere rispettati e protetti. Non possono mai essere presi di mira.
Questa regola non è negoziabile ed è vincolante per tutte le parti in conflitto, sempre e ovunque. Eppure, le linee rosse vengono oltrepassate impunemente.
I governi hanno promesso azione e il Consiglio di Sicurezza ha tracciato un percorso per proteggere gli operatori umanitari e il loro lavoro salvavita.
Le regole e gli strumenti esistono. Ciò che manca è la volontà politica e il coraggio morale.
In questa Giornata Mondiale Umanitaria, onoriamo i caduti con l’azione.
Per proteggere ogni operatore umanitario e investire nella loro sicurezza.
Per fermare le menzogne che costano vite.
Per rafforzare la responsabilità e portare i colpevoli davanti alla giustizia.
Per fermare i flussi di armi verso le parti che violano il diritto internazionale.
Insieme, diciamo con una sola voce: un attacco agli operatori umanitari è un attacco all’umanità.
E agiamo per l’umanità.”