In occasione della Giornata Mondiale del Tonno, che si celebra il 2 maggio nel calendario delle Nazioni Unite, UNRIC Italia ha il piacere di condividere il videomessaggio del giornalista Simone Repetto
Ecco il contributo di Simone Repetto per la Giornata Mondiale del Tonno 2025. Simone Repetto è laureato in economia e commercio, giornalista pubblicista multimediale, fotoreporter e videomaker, collaboratore di National Geoographic Italia e altre testate nazionali e regionali, programmi RAI, presso programmi comunitari P.O. Marittimo, partenariato di cooperazione decentrata sviluppo locale innovativo ESS Sardegna-Tunisia e Osservatorio mediterraneo di Geopolitica e Antropologia OMeGA.
“Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2016, la Giornata Mondiale del Tonno sensibilizza sulle minacce che gravano sulle popolazioni di tonno e ne sottolinea gli sforzi per la conservazione. L’edizione 2025 si concentra sulla gestione sostenibile degli stock, essenziali per la sicurezza alimentare e l’economia globale.
Con oltre sette milioni di tonnellate di tonno pescate ogni anno, si incoraggia l’adozione di misure concrete per contrastare la pesca eccessiva e promuovere pratiche efficaci nell’ambito di quadri giuridici internazionali, come la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS).
Gli sforzi della FAO, incluso il Common Ocean Tuna Project, hanno mostrato progressi nella riduzione del sovrasfruttamento della risorsa e nel raggiungimento dell’obiettivo di una gestione durevole degli stock di tonno entro il 2027.
Nelle immagini che seguono, i tonni pinna blu nuotano nelle acque a nord dell’isola di San Pietro, dove sopravvive la storica tonnara dell’isola bianca”.
La Giornata Mondiale del Tonno
In occasione della Giornata Mondiale del Tonno (2 maggio), la pesca sostenibile del tonno a livello globale ha compiuto significativi progressi. Grazie all’impegno di governi, scienziati e pescatori — coordinati attraverso le organizzazioni regionali e il progetto Common Oceans Tuna della FAO — oggi oltre il 90% delle catture proviene da stock ittici sani, contro il 75% del 2017.
Il ritorno del tonno rosso dell’Atlantico in zone come l’Inghilterra meridionale e l’Irlanda ne è un esempio positivo. Tuttavia, restano sfide legate al cambiamento climatico, all’impatto sulle specie non bersaglio (come albatros, squali e tartarughe) e alla necessità di una cooperazione internazionale costante. L’obiettivo è garantire che tutti gli stock principali siano pescati in modo sostenibile entro il 2027, in linea con il nuovo “Trattato sui mari alti” per la protezione della biodiversità marina.