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Jean Pierre Lacroix al Consiglio di Sicurezza: Il peacekeeping ONU è messo a dura prova

Il peacekeeping ONU è messo a dura prova dalla crescente complessità dei conflitti e dei cessate il fuoco, spiega Jean Pierre Lacroix al Consiglio di Sicurezza

Mentre i cessate il fuoco si fanno più fragili e i conflitti più imprevedibili, il mantenimento della pace delle Nazioni Unite deve adattarsi più rapidamente tra tensioni politiche crescenti, disinformazione e confusione sui mandati
Rivolgendosi agli ambasciatori del Consiglio di Sicurezza, Jean-Pierre Lacroix, capo delle operazioni di pace delle Nazioni Unite, ha sottolineato la necessità di un cambiamento.
“Il monitoraggio del cessate il fuoco non può più limitarsi a essere presente, ma deve comprendere e agire rapidamente su ciò che accade sul campo”, ha affermato.
I progressi della tecnologia, ha spiegato, stanno aiutando i “caschi blu” ad aumentare il loro impatto, consentendo loro di monitorare paesaggi vasti e complessi in tempo quasi reale, superando la necessità di essere fisicamente sul terreno.
Allo stesso tempo, un processo politico sostenuto dall’appoggio unitario degli Stati membri, in particolare del Consiglio di Sicurezza, rimane fondamentale per garantire e sostenere la pace.
I cessate il fuoco dipendono dai combattenti
“Sebbene il mantenimento della pace possa essere parte integrante di un regime di monitoraggio del cessate il fuoco, il successo di qualsiasi cessate il fuoco rimane di esclusiva responsabilità delle parti [dell’accordo]”, ha affermato.
Anche il tenente generale Aroldo Lázaro Sáenz, capo della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), ha sottolineato l’importanza critica del processo politico.
Istituita originariamente nel 1978, il mandato dell’UNIFIL è stato definito da ultimo nella risoluzione 1701 del 2006, che ha chiesto la completa cessazione delle ostilità tra Hezbollah e Israele dopo la guerra di 34 giorni in Libano.
La risoluzione ha rafforzato il mandato dell’UNIFIL di monitorare il cessate il fuoco, sostenere il dispiegamento delle forze armate libanesi nel sud del Libano e facilitare l’accesso umanitario.
Tuttavia, il conflitto tra le forze di sicurezza israeliane e Hezbollah in seguito agli attacchi del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi nel sud di Israele, ha complicato l’ambiente operativo dell’UNIFIL, fino alla cessazione delle ostilità concordata nel novembre 2024.
“Da questa cessazione delle ostilità e in assenza di un cessate il fuoco permanente, uno dei principali ostacoli è sempre stato che le parti interpretano in modo diverso i loro obblighi ai sensi della risoluzione 1701 e ora rispetto all’intesa sulla cessazione delle ostilità”, ha detto il tenente generale Lázaro.
Combattere la disinformazione
Un’altra sfida è rappresentata dall’aumento della disinformazione, che mina la credibilità delle forze di pace delle Nazioni Unite e alimenta la sfiducia locale. Ciò ha costretto l’UNIFIL ad adattare il suo approccio per salvaguardare la credibilità, proiettare l’imparzialità e rafforzare la fiducia.
Un’efficace attività di sensibilizzazione, il controllo dei fatti e la tempestività delle risposte sono fondamentali per salvaguardare l’imparzialità della missione, ha detto il tenente generale Lázaro, sottolineando che l’UNIFIL ha implementato una strategia di comunicazione strutturata per contrastare la disinformazione, assicurando che i messaggi siano basati sui fatti, chiari e coerenti tra tutte le unità di peacekeeping.
“È essenziale che anche gli attori governativi facciano dichiarazioni pubbliche per sensibilizzare la popolazione sul ruolo e sul mandato dell’UNIFIL, per evitare percezioni errate”, ha aggiunto.
Come UNIFIL, anche la missione di pace delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) sta combattendo la crescente influenza della disinformazione, che i gruppi armati sfruttano per destabilizzare le comunità e minare gli sforzi di mantenimento della pace.
Uso improprio della tecnologia da parte dei gruppi armati
Il Tenente Generale Ulisses De Mesquita Gomes, Comandante della Forza MONUSCO, ha sottolineato l’evoluzione delle minacce che i peacekeepers devono affrontare, in particolare da parte dei gruppi armati che sfruttano le moderne tecnologie per eludere l’individuazione e diffondere la propaganda.
“Sebbene siano importanti per il mantenimento della pace, le tecnologie di sorveglianza sono state utilizzate anche da gruppi armati, milizie e reti criminali”, ha dichiarato il Tenente Generale Gomes.
“Negli ultimi mesi, abbiamo osservato l’uso di droni facilmente reperibili per la ricognizione da parte dei gruppi armati e lo sfruttamento di app di messaggistica criptata per il coordinamento e la diffusione della propaganda, eludendo i metodi di monitoraggio tradizionali”.
Ha avvertito che queste tattiche, unite alla volontà dei gruppi armati di operare al di fuori del tradizionale controllo statale, li rendono imprevedibili e difficili da contrastare.
Per far fronte a queste minacce in evoluzione, la MONUSCO ha adattato le sue strategie per integrare rapidamente nuove capacità – sia dell’industria privata che delle nazioni contributrici – nel giro di settimane o mesi, anziché di anni.
https://peacekeeping.un.org/en/mission/minusca
https://unric.org/it/

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