Messaggio del Segretario Generale dell’ONU nel secondo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023: un appello urgente alla liberazione degli ostaggi, alla fine delle ostilità e alla costruzione di una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi
Due anni fa, in questo stesso giorno, Hamas e altri gruppi armati palestinesi lanciarono un atroce attacco terroristico su larga scala contro Israele. Gli assalitori uccisero brutalmente più di 1.250 israeliani e cittadini stranieri. Oltre 250 persone furono rapite e portate nella Striscia di Gaza come ostaggi, tra cui donne, bambini e anziani. In questo giorno, ricordiamo tutte le vittime e coloro che hanno subito violenze terribili.
L’orrore di quella giornata oscura resterà per sempre impresso nella memoria di tutti noi. Due anni dopo, gli ostaggi restano ancora prigionieri a Gaza, in condizioni deplorevoli. Ho incontrato le famiglie degli ostaggi e i sopravvissuti, che hanno condiviso il loro dolore insopportabile.
L’ho detto più volte, e oggi lo ripeto con ancora maggiore urgenza:
Liberate gli ostaggi, senza condizioni e immediatamente.
Poniamo fine alla sofferenza di tutti. Questa è una catastrofe umanitaria di proporzioni inimmaginabili.
Fermiamo le ostilità a Gaza, in Israele e nella regione, ora.
Smettiamo di far pagare ai civili il prezzo della guerra con le loro vite e il loro futuro.
Dopo due anni di traumi, dobbiamo scegliere la speranza. Adesso.
La recente proposta del Presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, rappresenta un’opportunità da cogliere per porre fine a questo tragico conflitto.
Un cessate il fuoco permanente e un processo politico credibile sono essenziali per evitare ulteriore spargimento di sangue e aprire la strada alla pace. Il diritto internazionale deve essere rispettato.
Le Nazioni Unite restano ferme nel loro impegno a sostenere la pace.
In questo solenne anniversario, onoriamo la memoria di tutte le vittime lavorando per l’unico percorso possibile: una pace giusta e duratura, in cui israeliani, palestinesi e tutti i popoli della regione possano vivere fianco a fianco nella sicurezza, nella dignità e nel reciproco rispetto.