HomeAgenda 2030Rapporto congiunto PAM/UNICEF: rischio di carestia in tutta Gaza

Rapporto congiunto PAM/UNICEF: rischio di carestia in tutta Gaza

 

ROMA/NEW YORK – La popolazione della Striscia di Gaza è a rischio carestia a causa della nuova ondata di combattimenti, dei valichi di frontiera ancora chiusi e della pericolosa scarsità di cibo. La fame e la malnutrizione si sono intensificate notevolmente da quando, il 2 marzo, è stato bloccato l’accesso a tutti gli aiuti, annullando i chiari guadagni umanitari registrati durante il cessate il fuoco all’inizio dell’anno.

Secondo l’istantanea della classificazione integrata delle fasi della sicurezza alimentare (IPC), pubblicata oggi, 470.000 persone a Gaza stanno affrontando una fame catastrofica (IPC fase 5) e l’intera popolazione sta vivendo un’insicurezza alimentare acuta. Il rapporto prevede anche che un numero allarmante di 71.000 bambini e più di 17.000 madri avranno bisogno di cure urgenti per la malnutrizione acuta. All’inizio del 2025, le agenzie hanno stimato che 60.000 bambini avranno bisogno di cure.
“Le famiglie di Gaza stanno morendo di fame mentre il cibo di cui hanno bisogno è fermo al confine. Non possiamo farli arrivare a causa del nuovo conflitto e del divieto totale di fornire aiuti umanitari imposto all’inizio di marzo”, ha dichiarato il direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, Cindy McCain. “È indispensabile che la comunità internazionale agisca con urgenza per far affluire nuovamente gli aiuti a Gaza. Se aspettiamo che la carestia sia confermata, per molte persone sarà già troppo tardi”.
L’istantanea dell’IPC per Gaza prevede che le nuove operazioni militari, il blocco totale in corso e la mancanza critica di forniture necessarie per la sopravvivenza potrebbero spingere l’insicurezza alimentare, la malnutrizione acuta e i livelli di mortalità oltre la soglia della carestia nei prossimi mesi.
La stragrande maggioranza dei bambini di Gaza si trova in condizioni di estrema deprivazione alimentare, come confermato da 17 agenzie ONU e ONG nel rapporto IPC. Insieme all’accesso gravemente limitato ai servizi sanitari e alla carenza critica di acqua pulita e servizi igienici, si prevede un rapido aumento della malnutrizione acuta nei governatorati di Gaza Nord, Gaza e Rafah.
“Il rischio di carestia non arriva all’improvviso. Si manifesta in luoghi dove l’accesso al cibo è bloccato, dove i sistemi sanitari sono decimati e dove i bambini sono lasciati senza il minimo indispensabile per sopravvivere. Fame e malnutrizione acuta sono una realtà quotidiana per i bambini della Striscia di Gaza”, ha dichiarato il Direttore esecutivo dell’UNICEF Catherine Russell. “Abbiamo ripetutamente messo in guardia da questa traiettoria e chiediamo nuovamente a tutte le parti di evitare una catastrofe”.
I valichi di frontiera con Gaza sono stati chiusi per oltre due mesi – il periodo più lungo che la popolazione abbia mai affrontato – causando un’impennata dei prezzi dei generi alimentari nei mercati a livelli astronomici, rendendo quel poco cibo disponibile fuori dalla portata della maggior parte delle famiglie.
Allo stesso tempo, più di 116.000 tonnellate metriche di assistenza alimentare – sufficienti a sfamare un milione di persone per un massimo di quattro mesi – sono già posizionate nei corridoi degli aiuti, pronte per essere portate. Centinaia di pallet di trattamenti nutrizionali salvavita sono inoltre preposizionati per l’ingresso. Le agenzie delle Nazioni Unite sono pronte a collaborare con tutte le parti interessate e i partner della sicurezza alimentare per far arrivare queste forniture alimentari e nutrizionali e distribuirle non appena le frontiere saranno riaperte per una consegna degli aiuti basata sui principi.
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite e l’UNICEF rimangono sul campo a Gaza pronti a fornire aiuti salvavita secondo i principi umanitari richiesti.
Il 25 aprile il PAM ha esaurito le ultime scorte di cibo per sostenere le cucine di pasti caldi per le famiglie. Una settimana prima, tutte le 25 panetterie sostenute dal PAM hanno chiuso a causa dell’esaurimento della farina di grano e del carburante per cucinare. Nella stessa settimana, i pacchi alimentari del PAM per le famiglie – con due settimane di razioni alimentari – sono stati esauriti. L’UNICEF continua a fornire acqua e servizi nutrizionali critici, ma le scorte per la prevenzione della malnutrizione si sono esaurite e le forniture per il trattamento terapeutico della malnutrizione acuta sono gravemente insufficienti.
L’UNICEF e il PAM esortano tutte le parti a dare priorità ai bisogni dei civili e a consentire l’ingresso immediato degli aiuti a Gaza, rispettando gli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale.

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