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Staffan De Mistura ricorda a Olbia i caduti del volo umanitario in Kosovo del novembre 1999

In una giornata carica di emozione e memoria, il diplomatico delle Nazioni Unite Staffan De Mistura è intervenuto a Olbia per commemorare Antonio Sircana e Roberto Bazzoni, i due volontari olbiesi tragicamente scomparsi in Kosovo nel novembre del 1999 durante una missione umanitaria. Il loro aereo, con a bordo protesi destinate ai bambini mutilati da mine antiuomo, si schiantò contro una montagna: persero la vita 24 persone, tra cui anche Paola Biocca, collega e amica personale dello stesso De Mistura

Olbia, 12 maggio 2025 – L’evento si è svolto presso il museo cittadino, con la partecipazione di autorità locali, rappresentanti della Caritas, il vescovo Roberto Fornaciari, e una delegazione di studenti delle scuole superiori. L’incontro è stato organizzato dal Comune di Olbia e dalla Caritas in occasione del 25° anniversario della tragedia, con l’intento di preservare la memoria di due figure che hanno incarnato lo spirito del servizio e della solidarietà.
Nel suo intervento, De Mistura – oggi inviato personale del Segretario Generale dell’ONU António Guterres per il Sahara Occidentale – ha ricordato con commozione il sacrificio di Sircana e Bazzoni. «La loro è una storia che mi ha colpito profondamente. Olbia ha dimostrato di non voler dimenticare. Ricordo quel giorno, il panico, la tragedia. La guerra era finita e non sarebbero dovute esserci più vittime. E invece quell’aereo cadde per soli 15 metri. Una ferita che non si chiuderà mai davvero».
Con uno sguardo che ha abbracciato anche le grandi crisi globali affrontate nella sua lunga carriera – dall’Afghanistan all’Etiopia – De Mistura ha parlato del valore della pace, della cooperazione internazionale e della dignità umana anche nei momenti più drammatici: «Sono rimasto colpito dalla forza delle famiglie e dei colleghi. La loro capacità di affrontare l’orrore con compostezza è un esempio per tutti».
Anche il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha voluto rendere omaggio ai due volontari, ricordando il loro impegno come medici e amici: «Una tragedia difficile da accettare. Diedero la vita per aiutare gli altri. Di loro conservo ricordi personali, avevamo un rapporto di fiducia e stima reciproca». Nizzi ha annunciato l’intenzione del Comune di inaugurare un monumento commemorativo, donato dall’imprenditore kosovaro Vegim Thaqi: «Non abbiamo ancora scelto il luogo, ma sarà un punto simbolico e significativo per la città».
La cerimonia ha rappresentato un ponte tra memoria e futuro, tra impegno civile e speranza, ribadendo il ruolo delle comunità locali nel custodire la storia di chi ha sacrificato tutto per un mondo più giusto.
https://unric.org/it/
https://www.un.org/sg/en/content/profiles/staffan-de-mistura

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