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Ucraina: Il Coordinatore Residente ONU Matthias Schmale racconta le sue impressioni

“Ci vorranno anni per aiutare le persone ad affrontare le conseguenze invisibili della guerra”: Il blog di un Coordinatore Residente delle Nazioni Unite in Ucraina

2 Gennaio 2025

Un articolo di Matthias Schmale, Coordinatore Residente e Umanitario ONU in Ucraina.
Da quando ha iniziato il suo mandato come Coordinatore Residente e Umanitario delle Nazioni Unite in Ucraina, Matthias Schmale ha visto di persona gli effetti devastanti dell’invasione russa. In questo resoconto, scritto in esclusiva per UN News, Schmale condivide le sue impressioni sull’Ucraina e sugli sforzi del Sistema delle Nazioni Unite per sostenere i suoi cittadini.
“Sono continuamente ispirato dalla forza e dal coraggio del popolo ucraino. Viaggiando a Kharkiv, Kherson, Mykolaiv, Sumy, Zaporizhzhia e più recentemente a Kramatorsk e Lyman, ho potuto constatare di persona come l’interruzione dei servizi essenziali come elettricità, acqua e riscaldamento colpisca le persone.
Ho parlato con persone i cui cari sono stati uccisi e le cui case sono state distrutte durante gli attacchi. Ho incontrato persone nei luoghi di transito che hanno dovuto lasciarsi alle spalle la propria vita portando con sé tutti gli effetti personali che sono riusciti a recuperare in una piccola borsa. Ogni giorno dimostrano una straordinaria determinazione: non solo si rialzano e continuano la loro vita, ma aiutano anche gli altri.
Il governo ucraino e le autorità locali stanno facendo un lavoro impressionante per rispondere immediatamente agli attacchi, in modo che le persone disposte a tornare possano farlo il più velocemente possibile. Uno dei governatori mi ha raccontato che dopo un attacco che ha causato danni a 13 edifici, insieme ai partner sono riusciti straordinariamente a sigillare tutte le finestre e a ricollegare l’acqua, l’elettricità e il riscaldamento per permettere alle persone di tornare a casa entro quattro giorni.
Traumi e disagi psicologici diffusi
Ho l’impressione che questa guerra prolungata abbia provocato traumi e disagi psicologici diffusi. La necessità di un supporto per la salute mentale è evidente e ci vorranno anni per aiutare le persone ad affrontare le conseguenze invisibili della guerra.
D’altro canto, vedo che le persone iniziano a ricostruire il prima possibile, che si tratti di aziende, case o vite. Il futuro inizia non appena le sirene si fermano. Ho visto persone rientrare nelle case ricostruite o entrare in quelle nuove con lacrime di sollievo. Le persone non vogliono andarsene, vogliono restare nelle loro comunità. E, naturalmente, ogni persona con cui ho parlato vuole che la guerra finisca, anche se molti sottolineano che questo non può avvenire a costo di non riconquistare e mantenere la propria integrità territoriale.
Voglio ribadire il messaggio del Segretario generale sulla necessità di giustizia e pace in Ucraina, in linea con la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e le risoluzioni dell’Assemblea generale.
Le Nazioni Unite in Ucraina sono pronte a continuare a fornire assistenza vitale. Parallelamente, continueremo a perseguire soluzioni a medio e lungo termine che aiutino gli individui e le comunità colpite a ricostruirsi e a ridurre la dipendenza dagli aiuti esterni. Posso solo sperare che la nostra determinazione a sostenere gli ucraini finché avranno bisogno di noi, dia speranza per un futuro più dignitoso.
Ricostruire il Paese
Inutile dire che la distruzione dei servizi essenziali pone grandi sfide all’economia e allo sviluppo del Paese. I sistemi educativi e sanitari sono sottoposti a un’immensa pressione, a cui si aggiungono le crescenti sfide per la salute mentale, in quanto le persone devono affrontare l’isolamento, il congelamento delle case e lo stress della guerra in corso.
L’attacco sistematico e deliberato della Federazione Russa alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina costituisce una grave violazione del diritto umanitario internazionale, in quanto infligge danni prevedibili e diffusi ai civili.
Il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) stima che oltre il 60% degli impianti di produzione di energia sia stato danneggiato dal 2022. Ora che l’inverno è arrivato, è urgente affrontare l’escalation della crisi energetica e lavorare insieme per sostenere la popolazione ucraina in questo momento critico. Naturalmente, il ripristino dell’accesso all’energia è fondamentale per garantire il funzionamento dei servizi essenziali e per non lasciare indietro nessuno.
Le agenzie delle Nazioni Unite stanno aiutando le comunità a rimuovere le macerie e a smantellare, a riparare le case, le scuole e gli ospedali, a costruire nuove infrastrutture sociali, a fornire servizi di base e assistenza psico-sociale e a sostenere i mezzi di sussistenza e l’occupazione, tutte questioni prioritarie per il governo. La questione è come aumentare gli sforzi, poiché le esigenze sono elevate.
Dieci milioni di ucraini sono sfollati. Di questi, 3,5 milioni sono ospitati in comunità in tutto il Paese. Molti di loro hanno perso i mezzi di sostentamento; hanno bisogno di case e di lavoro, di scuole e asili dove portare i bambini e di ospedali.
Pianificare il futuro dell’Ucraina
Le organizzazioni umanitarie hanno messo a punto meccanismi di risposta di emergenza ai bisogni in evoluzione e in aumento in tutto il Paese. Abbiamo dimostrato più volte flessibilità e impatto e continueremo a farlo.
Se da un lato l’assistenza umanitaria deve continuare su scala sufficiente a sostenere i più vulnerabili, dall’altro gli sforzi di recupero devono essere portati avanti e incrementati per offrire soluzioni a medio termine e più sostenibili alle comunità e alle popolazioni più colpite. Ciò richiede risorse finanziarie importanti e costanti nel medio e lungo termine, allocate in modo efficiente e trasparente, e, naturalmente, una pianificazione.
Nei miei incontri con i leader delle varie regioni, sono rimasto colpito dalla loro attenzione per la pianificazione del futuro. Si stanno preparando per soluzioni a lungo termine, pur rimanendo flessibili nell’affrontare i pressanti problemi quotidiani imposti dalla guerra in corso.
All’ONU stiamo valutando vari scenari per affrontare l’incertezza del futuro. Naturalmente, dobbiamo sostenere ulteriori piani di emergenza e contribuire a garantire la continuità della risposta umanitaria. Allo stesso tempo, priorità critiche come lo sminamento come precondizione per la ripresa economica, le soluzioni abitative per gli sfollati o la risposta ai bisogni dei veterani, richiedono una pianificazione e un alto livello di coordinamento tra le agenzie ONU, il governo ucraino, i donatori e le ONG (Organizzazioni Non Governative Internazionali).
Come ho potuto constatare durante un viaggio a Izium, nella regione di Kharkiv, l’agricoltura, vitale per il sostentamento delle comunità locali, è soggetta a rischi aggiuntivi a causa della presenza diffusa di residuati bellici esplosivi.
Per saperne di più, clicca qui.
https://unric.org/it/

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